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Pianta

 

Carmelo Antinoro © 2008

 

DA PACE A QUARANTA

 

PACE/PACI - Pace è assolutamente panitaliano; Paci è diffuso in Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio e nella Sicilia meridionale. Derivano dal nome augurale medioevale Pace di una certa fama fu, nel 1500 Giulio Pace, professore all'università di Genova, di Heidelberg e di Valencia. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600. Ricompare nella seconda metà del 1600 fino alla seconda metà del 1700. Un ultimo ceppo è presente a Favara dai primi del 1900.

 

PAGANO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Pagana, Paganelli, Pagani, Paganini, Paganoni. Pagana molto raro è tipico della provincia di Enna; Paganelli è della zona tra l'Emilia e la Toscana appenninica; Pagani è del norditalia, ma con un ceppo importante in Lombardia; Paganini sembra avere almeno tre ceppi, nella Liguria orientale, nella Lombardia occidentale, in Emilia e Romagna; Paganoni è originaro dell'area che comprende il lecchese e la Bergamasca; Pagano è assolutamente panitaliano. Tutti questi cognomi fanno ipotizzare un'origine non cristiana delle famiglie, infatti era usanza medioevale il definire i barbari non cristiani o saraceni, con l'appellativo e quindi  il soprannome di pagano, ma è pure possibili che derivino da uno dei tanti toponimi con radice Pagan...come a solo titolo di esempio Pagani (SA). Circa l'antichità del cognome Pagani, in un atto di cessione di terreni, risalente all'anno 1136, leggiamo: "Duodecima iacet in via de Cario et est pertice .V.; ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia via de Aqua Longa. Tercia decima petia iacet in via de Cario, in loco Candiani et est pertice .X.; ab una parte terra Bernardi Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia Sancte Marie.".  Personaggio famoso è stato nel 1700 l'insigne giurista Francesco Mario Pagano nativo di Brienza, in Basilicata. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

PAINO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Paina e Paini. Paina, molto raro, ha un ceppo nel sudmilanese ed uno nell'alto vicentino; Paini ha più di un nucleo, uno nel parmense e reggiano, uno nel sondriese e uno nel bresciano. Dovrebbero derivare da un soprannome dialettale legato all'origine contadina della famiglia, paini da pagini (villani) da pagus (villaggio) e si tratterebbe di un epiteto sgradevole, è pure possibile una derivazione dal termine medievale paina inteso come pezzo di terra (area coltivabile), di quest'uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medioevale in una Cartula venditionis del 1028 redatta a Calusco (BG): "...Et bergamena cum actramentario de terra levavimus, me paina Petri notarius et iudex tradidit et scribere rogavit in qua subter confirmans testibusque obtulit roborandum. Actum suprascripto loco Calusco....", non si può escludere anche un possibile collegamento con la paglia, o per il mestiere o per episodi che vi facciano riferimento. Personaggio famoso fu Ferdinando Paini, compositore, nato nel 1773. Famiglia venuta da Palermo nella prima metà del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

PALAMENGA - Famiglia venuta da Agrigento nella prima metà del 1800 ed ancora presente a Favara.PALAMEO. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la fine del 1500 e la seconda metà del 1600.

 

PALERMO - Cognome estremamente diffuso in tutto il sud, deriva ovviamente dal toponimo omonimo, in qualche raro caso può essere di origini ebraiche. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PALMERI - Cognome assolutamente panitaliano, riscontrabile anche nella forma Palmieri. Deriva dal termine medioevale palmerius, attribuito a quanti avevano effettuato il pellegrinaggio in Terra Santa. Nella Cronica delle cose occorrenti nÈ tempi suoi di Dino Compagni si legge nel diario del dicembre 1294: "...Rimasono quivi i congiurati contro a Giano; i quali furon messer Palmieri di messer Ugo Altoviti, messer Baldo Aguglioni giudice, Alberto di messer Iacopo del Giudice, Noffo di Guido Bonafedi, e Arriguccio di Lapo Arrighi. I notai scrittori furono ser Matteo Biliotti e ser Pino da Signa. Tutte le parole dette si ridissono assai peggiori: onde tutta la congiura s'avacci? di ucciderlo; perch? temeano pi? l'opere sue che lui.", nel 1406 un Matteo Palmieri è fra i sostenitori dei Medici, nel 1432 nell'Archivio dell'Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, in un atto si legge: "...Stanziaro a Matteo di Marcho Palmieri lire 191 soldi 16. 6 ...", tracce di una famiglia Palmieri a Prato si trovano già nel 1400, un atto del 1496 sancisce la successione di tal Palmieri Antonio, nel 1520 Vescovo di Matera è un Palmieri, nel 1700 legato imperiale a Poggio Imperiale (AV) è un certo Don Carmine Palmieri. Personaggi famosi sono stati il pittore Giuseppe Palmieri (1674-1749) di Genova ed il marchese Giuseppe Palmieri di Martignano (LE) famoso economista del 1700. Qualche frammento di questa famiglia si rileva nel XIX sec.

 

PALUMBO/PALUMBO PICCIONELLO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Palombella, Palombelli, Palombi, Palombo, Palumbella, Palumbi. Palombella, molto raro, è tipico del barese e tarentino; Palombelli, molto molto raro, è laziale; Palombi è comune nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio; Palombo è tipico laziale, con ceppi anche in Abruzzo e Molise; Palumbella, assolutamente rarissimo, è pugliese; Palumbi, molto raro, è tipico del teramese; Palumbo è difusissimo in tutto il centro sud, derivano tutti da soprannomi legati al vocabolo dialettale palumbo (colombo) usato anche come nome, come si può desumere da questo scritto del 1300 a Pescara: "...Est profecto quaedam villa vocata Superclo, in Sancti Valentini Castello translata, quam a Tederamo et Palumbo germanis fliis quondam Reparati legaliter ad profectum Piscariensis Ecclesiae triginta solidis emit. ..", ma è pure possibile che molti ceppi derivino da nomi di località come Roccapalumbia (PA), Cessapalombo (MC), Colpalombo (PG), Santa Palomba (RM) e molte altre.  Troviamo tracce di queste cognomizzazione, in Campania a Solofra (AV) nel 1500 con il fiscale regio Tomase Palumbo,  in Calabria nel 1600 con 1mons. Paolo Palumbo, vescovo di Cassano Jonio (CS). Antica famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni. Il soprannome Piccionello, comparso nella prima metà del 1700, è diventato pure cognome nella seconda metà del 1700.

 

PANARELLI - Cognome riscontrabile anche nella forma Panarello. Panarelli è specifico della fascia centrale delle Puglie; Panarello sembra essere specifico del messinese e catanese, con un possibile ceppo nel casertano, dove è comunque probabile che si tratti di trascrizioni errate del locale Panariello, che è specifico del napoletano e salernitano. Questi cognomi derivano da soprannomi originati dal vocabolo pane e stanno ad indicare o un aspetto del carattere del capostipite o il mestiere di fornaio. Famiglia venuta dalla provincia di Cosenza nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

PANZERA - Cognome specifico del bresciano e mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome legato o alle dimensioni abbondanti, o all'essere il capostipite una buona forchetta. Qualche frammemto di questa famiglia si rileva a Favara verso la fine del 1500 e nella prima metà del 1800.

 

PAPANDREA - Qualche frammemto di questa famiglia calabrese si rileva a Favara verso tra la prima e la seconda metà del 1800.

 

PAPIA - Cognome molto raro, tipico dell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco papas, cioè persona di rispetto, o forse anche dalla Gens sannita Papia, negli Annales di Tacito si può leggere, riferendosi ad una legge fatta nel 9 d.C. sotto il consolato di M. Papius Mutilus and Q. Poppaeus Secundus: "...Acriora ex eo vincla, inditi custodes et lege Papia Poppaea praemiis inducti ut, si a privilegiis parentum cessaretur,..."; la teoria che farebbe derivare questa cognomizzazione da Papia, forma medioevale di Pavia è quantomeno da ritenersi molto azzardata.

 

PARANINFO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

PARDO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Pardi, Pardini, Pardoni. Pardi ha un ceppo importante fra lucchese e pisano ed uno nel chietino; Pardini ha il nucleo principale nel lucchese ai confini con il pisano, Camaiore, Viareggio, Pietrasanta e nel pisano ai confini con il lucchese ed un ceppo a Terlizzi (BA); Pardoni è quasi scomparso, derivano dal nome tardo latino Pardus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide latina: "D(is) M(anibus) - Primulio - Pardo d(e)f(uncto) - et suis here(di)s f(aciendum) c(uravit)"; Pardo ha un ceppo nel nisseno a Gela (CL) e a Niscemi (CL) ed uno forse secondario a Napoli.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Napoli verso la fine del 1200 dove risulta in uno scritto un certo nobilis Ioannes Pardus e Petrus Pardus Munchellus, e a Volterra nel 1400 dove in un atto si legge: "...sponte et ex certa scientia et non per errorem dictam conductam factam per dictum Simonem nomine dicti Pardi, dictus Pardus omni modo ratificavit... " e a Pisa nel 1300: "...etiam terminus quingenii ad quem dictus presbiter Pardus ad ipsam ecclesiam ...". Famiglia venuta a Favara da Cava dei Tirreni verso la fine del 1700 e presente a Favara fino alla seconda metà del 1900.

 

PARELLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PARISI - Cognome molto diffuso in tutto il sud Italia, ma presente anche al nord, deriva dal toponimo Parigi, spesso come soprannome stante ad indicare una connessione con la Francia. Un'altra teoria fa discendere il cognome dalla popolazione gallica dei Parisii, popolo abitatore dell'antica Normandia, che, scesi in Italia, dopo la conquista delle Gallie, al seguito delle legioni romane, costituirono il nucleo delle legioni arruolate fra i galli e la loro definizione etnica parisii li accompagnò come soprannome prima e cognome dopo, una volta ottenuta la proprietà delle terre date loro come paga per la ferma e rimborso per i servigi prestati nelle varie guerre. Un ceppo pugliese dovrebbe discendere dal toponimo Parisi (BA). Un'altra ipotesi sull'origine del cognome lo farebbe derivare dal nome greco Paris (Paride). Il cognome Parisi del Trentino sudoccidentale, deriva dal nome Parisio, abbastanza diffuso nella zona nei secoli XIV e XV. Famiglia rilevata a Favara fra la seconda metà del 1500 e la metà del 1600, dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni, con un ceppo venuto da Agrigento.

 

PARISOLA - Famiglia genovese presente a Favara nella prima metà del 1600.

 

PARLAPIANO - Famiglia di Ribera, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

PARLATO - Famiglia venuta dal napoletano nei primi del 1800 ed ancora presente a Favara.

 

PARRINO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1500. Altro ceppo, tutt’oggi presente, è venuto a Favara alla fine del 1800 da Piana degli albanesi.

 

PASCIUTA/LA PASCIUTA - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600.

 

PASSARELLO - Distribuito a macchia di leopardo un pò in tutta Italia anche con la variante Passarella. Un nucleo importante lo ritroviamo in provincia di Venezia, che deriva dal toponimo Passarella (VE) ed uno tra il casertano ed il Molise, che dovrebbe derivare dal nome bizantino Passara. Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 ai nostri giorni.

 

PASSARO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Passaretti, Passarini, Passera, Passerini. Passaretti è raro ed è della zona tra Napoli e Caserta; Passarini abbastanza raro, presenta un ceppo nel bolognese, uno nel veronese, uno nel maceratino ed uno tra Roma e Latina; Passera è specifico della zona che comprende il parmense, il piacentino il lodigiano, il milanese, il bergamasco ed il varesotto; Passerini ha un nucleo nella Lombardia occidentale ed uno nel bolognese.  Il nome Passara, Passera, Passarinus e Passerinus erano in uso nel medioevo, come si evince da un decreto edito a Cassago nel 1356:"...Passarinus de Orliano, consul et offitialis de Barzanò..." e potrebbero essere delle variazioni del nome bizantino Passara. Famiglia di Naro, presente a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PATANIA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PATERNO - Questo cognome ha un ceppo in Trentino nella zona di Spera, uno a Gravina di Puglia nel barese ed uno nel casertano a Piedimonte Matese, dovrebbero tutti derivare o da nomi di località o dal cognomen latino Paternus: "...quae Cato ille Censorius de disciplina militari scripsit, quae Cornelius Celsus, quae Frontinus perstringenda duxerunt, quae Paternus diligentissimus iuris militaris adsertor in libros redegit, quae Augusti et Traiani Hadrianique constitutionibus cauta sunt...", ricordiamo nel III secolo il proconsole Aspasius Paternus governatore di Cartagine. Qualche frammento di questa famiglia si rileva nella seconda metà del 1800.

 

PATTI - Cognome molto comune in Sicilia, derivante dal toponimo Patti (ME). Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1700 ai nostri giorni.

 

PAVONE - Cognome riscontrabile anche nella forma Pavoni. Pavoni, molto raro, ha un piccolo ceppo a Venezia ed uno a San Giorgio di Nogaro (UD); Pavone, molto diffuso, ha ceppi importanti nella Sicilia sudorientale, nel barese e tarentino, nel teramese e pescarese, ed un ceppo forse non secondario nel napoletano, e nel Piemonte, Pavoni ha un nucleo importante  a Roma, uno nelle Marche, nel maceratino in particolare, nel torinese e nel genovese ed uno a Vobarno nel bresciano, dovrebbe derivare da un soprannome diventato poi nome nel tardo medioevo ricordiamo ad esempio Pavone Griffi a Giovinazzo (BA) nel XIV secolo e a Bolzano nel 1400 troviamo un tal notaio Pavone, è pure possibile che qualche ceppo derivi da toponimi come Pavone Canavese (TO), Pavone del Mella (BS), Pavona (RM) o simili. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Genova nel 1600 con il tipografo ed editore Giuseppe Pavoni, sempre nel 1600, la famiglia Pavoni è annoverata tra i maggiorenti  di Alfianello (BS), i Pavoni appartengono alla nobiltà riminese. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla prima metà del 1700.

 

PAXIA - Famiglia presente a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600 e nella seconda metà del 1800.

 

PECORARO - Questo cognome sembrerebbe avere tre ceppi al sud, uno nella Sicilia occidentale, uno nel napoletano ed una nel Salento. Deriva dal nome di mestiere di pastore di pecore o beccaio. Il cognome potrebbe anche derivare dal vocabolo latino pecunia (ricchezza, averi, sostanze) derivante da pecus (gregge). Pecunia era nel mondo romano la dea del guadagno, pecorosus significava ricco di greggi. Tra i Pecoraro si individua un ceppo aristocratico a Napoli con palazzo feudale a Palma Campania. Di questo casato fu don Cosmo Pecoraro, docente della facoltà di Medicina presso l'Università di Napoli nella seconda metà dell'800. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

PEDALINO - Qualche presenza di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1800.

 

PELLEGRINO - Cognome diffuso in tutta l'Italia peninsulare anche nella forma Pellegrini. Ha diverse origini, dal cognomen tardo latino Peregrinus, al vocabolo pellegrino, inteso come straniero, al pellegrino con il significato attuale del termine, cioè di colui che ha fatto un pellegrinaggio, alla derivazione da un toponimo come: Pellegrina (VR), San Pellegrino (Lu), San Pellegrino Terme (BG), Pellegrino Permense (PR), San Pellegrino di Norcia (PG), etc. Frammenti di questa famiglia si rilevano nella seconda metà del 1500, nella prima e seconda metà del 1800 e nella prima metà del 1900.

 

PELLITTERI - V. Pillitteri.

 

PENNICA - V. Bennica.

 

PENNISI - Famiglia venuta da Palermo e presente a Favara dalla seconda metà del 1800.

 

PERCONTRA - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

PERI - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600.

 

PERITORE - Famiglia di Palma di Montechiaro, presente a Favara dall’inizio del 1800.

 

PERNICE - Famiglia presente a Favara nella seconda metà del 1500.

 

PETROZZI - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nei primi del 1900.

 

PETTA - Famiglia notabile venuta da Lercara nella seconda metà del 1700 e presente a Favara fino alla seconda metà del 1800.

 

PIAZZA - Cognome molto comune in tutto il nord, nel napoletano ed in Sicilia, deriva dai molti toponimi, estremamente diffusi in tutt'Italia, contenenti la radice Piazza. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 ed ancora oggi presente.

 

PICARDO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Picardi, Piccardi, Piccardo, Piccardoni. Picardi ha un ceppo genovese ed un nucleo campano; Piccardi ha ceppi nel genovese e savonese con rami nel cagliaritano, nel bergamasco e tra fiorentino ed aretino; Piccardo è tipico genovese con rami anche nel savonese; Piccardoni, rarissimo, è tipico dell'urbinate; Picardo, molto molto raro, sembrerebbe avellinese. Derivano dal nome medioevale italiano Picardus derivato dall'etnico (di Picardia), esempio di quest'uso si trova a Bergamo nel 1200 con un certo Picardo del fu Albertino Paneterii da Bergamo e in una sentenza: "...in platea Bergomi fuit combustus unus quidem Picardus iuvenis stipendiatus in arce propter sodomiæ delictum; et lata fuit sententia sono tubarum super regio novo...",  tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Venezia nel 1400 con Marcus Picardus e alla corte degli Sforza verso la fine del 1400 con Jacobus Picardus. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1500.

 

PICARELLA - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PICCIONELLO - V. Palumbo.

 

PICILLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PICONE - Famiglia presente a Favara tra la seconda metà del 1700 e la seconda metà del 1800.

 

PIEMONTE - Famiglia venuta da Grotte all’inizio del 1900.

 

PIGNATA - Famiglia di Agrigento presente in modo frammentario a Favara nella prima metà del 1700.

 

PIGNOLA - Notabile famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1600.

 

PILATO - Presenze di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà ed alla fine del 1600.

 

PILLITTERI/PELLITTERI - Cognome molto raro, ha un ceppo a Roma ed uno nel potentino, deriva da un soprannome legato al mestiere di pellettiere, tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Laurenzana (PZ) nel 1700 con il reverendo Francesco Pellettieri, citato in un atto di donazione. Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla seconda metà del 1800.

 

PINNAVAIA - Frammenti di questa famiglia si rilevano fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PINO - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, fra la fine del 1600 e la seconda metà del 1700 ed infine nella prima metà del 1900.

 

PIPARO/LO PIPARO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla fine del 1700 e nella prima metà del 1900.

 

PIPITONE - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la prima e la seconda metà del 1600.

 

PIRAINO/PIRANIO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700. Un nuovo ceppo è venuto a Favara nella metà del 1900.

 

PIRILLO - Famiglia della provincia di Cosenza, presente a Favara nella prima metà del 1900.

 

PIRO - Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1700.

 

PIRRELLO - Cognome tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto, dovrebbe derivare dal nome greco Pyrrhos o anche dal vocabolo pyrrhos, cioè rosso di capelli. Tracce di questa cognomizzazione si trova a Bagheria (PA) nel 1700, dove su di una lapide si può leggere: "Mastru Giuseppi Pirrello vassallo del Principe di Cattolica e Pretore di Palermo". Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella prima metà del 1700

 

PIRRI - Il cognome sembra avere più nuclei, nel messinese, nel cosentino, nel sassarese e nel Lazio. La variante Pirro oltre ad un ceppo principale nel foggiano sembrerebbe averne anche uno nel napoletano, uno nell'agro romano ed uno nel maceratese. Dovrebbero derivare dal nome romano Pyrrhus o dal greco greco Pyrrhos, esempio di questo nome si trova ad Acerra (NA) nel 1400 con il Conte di Acerra Pyrrus de Baucio e in provincia di Roma nella seconda metà del 1500 con un tal Pyrrhus de Untis un Pyrrus Choellius e molti altri. Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PIRRONE - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PISANO - Cognome riscontrabile anche nella forma Pisani. Pisani è panitaliano. Pisano è tipico del sud e della Sardegna e deriva dal toponimo Pisa.  Tracce di questo cognome le troviamo a Riva del Garda (TN) in un atto del 1382: "... Liber bonorum immobilium ommnium civium terre Rippe factus sub magnifico domino Paulo Pisano, dignissimo provisore Rippe in MCCCLXXXII indictione XVa existentibus syndicis ser Joanne Antonio Thyla notario et ser Petro Moscardini...". Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla prima metà del 1700.

 

PISCI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600 e fra la prima e la seconda metà del 1800.

 

PISCOPO - Cognome riscontrabile anche nelle forme Pisco, Piscopello, Piscopiello. Pisco, molto raro, è napoletano; Piscopello e Piscopiello sono pugliesi, della penisola salentina in particolare, derivano tutti da soprannomi originati dal termine greco episkopos (vescovo, soprintendente) carica non necessariamente religiosa riservata a quanti avessero responsabilità di comando nella comunità; Piscopo è anch'esso tipico del napoletano, ma con ceppi anche nel barese ed in Sicilia. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in una lettera d'indulto di Roberto D'Angiò datata 12 giugno 1340: "...Principalis clemencia dum censure iuris per lenitatis intuytum se amabiliter obicit rigorem iusticie cum moderamine librate provisionis emollit nec solum leves excessus abolet sed interdum graves culpas mitigat et in facinoribus manifestis lenitive dispensat... ...Guillelmus de Majnardo, Petrus Piscopus, Nicolaus Piscopus, Guillelmus de Bonofilio...". Piscopo è un cognome diffusissimo anche in Campania, in Puglia, Sicilia e Lazio, così come nel nord Italia. Questo cognome deriva dall'aferesi del termine Episcopo che in greco designava un'ispettore e che nella terminologia ecclesiastica era riferito al Vescovo di una diocesi. A tal proposito possiamo dunque supporre che essi discendessero da un Vescovo (giacchè alcuni di essi nei secoli bui dell'alto medioevo ebbero figli) o che provenissero da una zona sede di un Vescovado (l'Episcopium). Il cognome appare comunque in vari atti già nei secoli XII-XIII in Puglia ed in Campania. Possiamo comunque notare che nel XII sec. esisteva in Capua (sede vescovile) una famiglia De Episcopo e nel XIII sec. esisteva in Aversa (altra sede vescovile) la nobile famiglia De Episcopo e De Archiepiscopo, mentre abbiamo notizie in Napoli nel XIII sec. di un'altra famiglia Piscopo (in Piazza S. Maria Maggiore), a cui probabilmente apparteneva Pandolfello Piscopo Alopo (+1416), Gran Camerlengo di Giovanna II. Ma una famiglia Piscopo era attestata fin dal XIII sec. anche in Arzano (Na), dove tutt'ora Piscopo è il cognome più diffuso. Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PISTELLA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PISTONE - Cognome abbastanza diffuso, sembra avere due ceppi, uno nella Sicilia meridionale ed uno in Piemonte e Liguria, ma si individua pure un piccolo nucleo in Campania, che dovrebbe derivare dal nome o del fiume Pistone o del monte omonimo situato nel salernitano. La derivazione del cognome è controversa, si può supporre che abbia origine da un soprannome legato al vocabolo rinascimentale pistone (specie di moschetto) e sottintenderebbe il mestiere di soldato o di brigante, un'altra ipotesi lo farebbe derivare da un nome di località come ne esistono molte in tutt'Italia. Personaggi degni di nota sono stati nel nel 1400 a Caltagirone (CT) il notaio Matteo Pistone che redisse un atto di vendita di un dipinto del famoso pittore Antonello da Messina (1430-1479), nel  1600 Francesco Pistone notaio in Genova, Carlo Giuseppe Pistone di Montalto (1739-1795), che fu vescovo di Alessandria. Famiglia presente a Favara fra la seconda metà del 1500 e la prima metà del 1600.

 

PISTRITTO - Cognome tipico del siracusano, zona di Floridia. Dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal mestiere di fornaio dal latino pistor. Famiglia di Naro venuta a Favara nella seconda metà del 1800 e presente ancora oggi.

 

PITANZA - Famiglia presente a Favara dalla metà del 1600 ai nostri giorni.

 

PITRONE - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla ai primi del 1800.

 

PITRUZZELLA - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PITÒ - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

PIZZO - Questo cognone sembra essere tipico siciliano, con un possibile ceppo nel Veneto. Dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale italiano Opizzo. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600.

 

PLACENTI - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara fra la fine del 1500 la prima metà del 1600.

 

PLETTO/PILETTO - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 ai nostri giorni.

 

PLICATO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1600 ai nostri giorni.

 

POLISENA - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

POLITO - V. D'Ippolito.

 

POLIZZI - Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1500 alla seconda metà del 1600 e dall’inizio del 1900 ai nostri giorni, con un ceppo venuto da Palma di Montechiaro.

 

POLIZZOTTO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1500.

 

POLLICINO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara fra la seconda metà del 1600 ed i primi del 1700. Un altro ceppo, ancora oggi presente a Favara, è venuto da Lipari nella prima metà del 1800.

 

POMPEO - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PORCELLO - Cognome presente, a macchia di leopardo in tutta Italia anche nella variante Porcelli. I ceppi sono molti, nel palermitano, nel barese, nel napoletano, nel Lazio, a Trieste , nel genovese, in Piemonte ed in Lombardia, dovrebbero derivare o dal mestiere di allevatori di maiali o dal cognomen latino Porcellus. Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara fra la fine del 1500 e la prima metà del 1600, fra la seconda metà del 1700 ed i primi del 1800.

 

PORRELLO - Famiglia presente a Favara dalla prima metà del 1800 alla prima metà del 1900.

 

PORTALONE - Notabile famiglia di Licata, presente a Favara fra la prima metà del 1600 e la prima metà del 1700.

 

PORTELLA - Cognome riscontrabile anche nelle forme Portelli e Portello. Portelli ha un ceppo a Ruda (UD), uno a San Benedetto del Tronto (AP), in Sicilia a Lipari (ME) e a Scicli (RG); Portello , molto molto raro, è tipico veneto. Dovrebbero derivare da nomi di località, già nel medioevo, in molte città si identificavano delle zone con questo nome: "A.D. MCLX. In quinto consulatu Cocci, Pisani Consules civitatem a Portello, et via que percurrit usque ad viam Sancte Marie...", contrade denominate Portello si trovano un pò ovunque in Piemonte, Lombardia, Veneto, ma anche al sud. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1800.

 

PORTOLANO - Famiglia venuta da Agrigento nella prima metà del 1800 e presente a Favara fino alla prima metà del 1900.

 

POZZO - Cognome riscontrabile anche nella variante Pozzi. Pozzi è diffuso in tutto il centronord ed ha un nucleo importantissimo in Lombardia; Pozzo ha un ceppo in Piemonte tra torinese e biellese, un ceppo nel genovese ed uno nell'udinese, derivano da vari toponimi contenenti la radice Pozzo, o dall'abitare il capostipite nei pressi di un pozzo. Famiglia presente a Favara verso la fine del 1500.

 

PREDICARO - Famiglia presente a Favara dall’inizio del 1600 alla seconda metà del 1700.

 

PREFETTO - V. Profetto.

 

PRESTI/LO PRESTI - Antichissima famiglia rilevata a Favara già nella metà del 1500 ed ancora oggi presente. Le forme Presti e Lo Presti si riscontrano fino alla prima metà del 1700, mentre dopo tale periodo il cognome si rileva soltanto nella variante Presti.

 

PRIMINTORO - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino alla prima metà del 1700.

 

PRINCIPATO - Famiglia venuta da Agrigento alla fine del 1800 ed ancora oggi presente a Favara.

 

PRIOLO - Famiglia di Naro, venuta a Favara nella seconda metà del 1800 ed ancora oggi presente.

 

PRIVITERA - Cognome riscontrabile anche nella variante Priviteri. Privitera è assolutamente siciliano; Priviteri, quasi unico, è anch'esso siciliano. Derivano da previtera (nome che nella Magna Grecia indicava la moglie di un prete ortodosso e stanno ad indicare appunto un rapporto famigliare o di dipendenza con una previtera. Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600 e nella prima metà del 1700.

 

PRIZZI - Frammenti di questa famiglia si rilevano a Favara nella seconda metà del 1500, nella seconda metà del 1600 e nella prima metà del 1800.

 

PROFETTO/PREFETTO - Famiglia di Aragona, presente a Favara dalla seconda metà del 1800 ai nostri giorni.

 

PROFUMO - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella prima metà del 1600.

 

PROVENZANI/PROVENZANO - Provenzano sembra avere tre ceppi, uno principale nella Sicilia occidentale, uno nel cosentino ed uno nel leccese; Provenzani molto più raro sembra originario dell'agrigentino. Dovrebbero indicare una provenienza dalla regione francese della Provenza sia come zona d'origine che come soprannome di uno tornato da un viaggio in quella regione. Si hanno anche tracce dell'utilizzo nel rinascimento del nome Provenzano (equivalente di Francesco) si ricorda ad esempio a Siena il Provenzano Salvani, che rinvenne in una casetta della Contrada della Giraffa, che divenne da allora luogo di pellegrinaggio, un'immagine della Madonna conosciuta da allora come Madonna di  Provenzano, citato nel Purgatorio di Dante: "fu presuntuoso / a recar Siena tutta a le sue mani" (Purg. XI 122-123), nato a Siena nel 1220 circa, nel 1262 Provenzano fu podestà a Montepulciano, venne poi proclamato cavaliere ed assunse il titolo di "dominus" della sua città, morì l'8 giugno del 1269 nella battaglia di Colle Val d'Elsa, a capo della parte ghibellina, che costituiva la fazione preponderante nella sua città sconfitto dai guelfi fiorentini. Un altro personaggio famoso fu il pittore di Palma di Montechiaro Domenico Provenzani (1736-1794), un ceppo del quale fissò dimora a Favara nella prima metà del 1800.

 

PUCCIO - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Puccetti, Pucci, Puccini. Puccetti, molto raro, ha un nucleo nella zona delineata dalle province di Bologna, Firenze, Livorno e LaSpezia; Pucci è diffuso in tutta l'Italia peninsulare; Puccini è specifico della Toscana; Puccio è tipico della Sicilia occidentale e del catanzarese. Dovrebbero derivare dal nome medioevale Puccius, di cui abbiamo un esempio a Pisa nella seconda metà del 1200 con Puccius de Laiano citato fra i maggiorenti anziani della città nel 1289. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Firenze nel 1600: "...Franciscus ille Puccius erat Sæcularis : in hæresim eam tandem incidit, ut crederet et ubique prædicaret se esse missum a Deo ad Reformationem ecclesiæ ...". Antica famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 ai nostri giorni.

 

PUGLIA - Famiglia presente a Favara dall’inizio alla seconda metà del 1600.

 

PUGLISI - Cognome riscontrabile anche nelle varianti Pugliese, Pugliesi, Puglise. Pugliese diffuso in tutto il centro sud peninsulare e nel trapanese; Pugliesi ha un nucleo nel Lazio ed uno nel trapanese; Puglise è assolutamente rarissimo; Puglisi è tipico siciliano ad essezione del trapanese. Derivano dall'etnico pugliese, ma è pure possibile che derivino da toponimi ora scomparsi come Puglisi (SA) nel Cilento. Tracce di questa cognomizzazione si hanno a Comiso (RG) fin dal 1500, dove troviamo un mastro falegname Puglisi, sempre nel 1500 a Rende (CS) tra le famiglie nobili sono citati i Puglisi, nel 1600 a Palizzi (RC) tra i capifamiglia figura un Vincenzo Pugliese. Famiglia presente a Favara dalla fine del 1500 alla seconda metà del 1900.

 

PULLARA - Famiglia venuta da S. Stefano di Quisquina nella metà del 1600 ed ancora presente a Favara.

 

PULSELLA - Famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai primi del 1600.

 

PUMA - Antichissima famiglia presente a Favara nella metà del 1500 fino ai nostri giorni.

 

PUMILIA - Qualche frammento di questa famiglia si rileva a Favara nella seconda metà del 1600.

 

QUARANTA - Cognome diffuso in tutta Italia con un ceppo nelle Puglie, uno in Campania, uno nel Lazio, uno in Piemonte ed uno in Lombardia, ma ne esistono altri meno importanti in altre regioni. Possono derivare da toponimi come: Quaranti (TO), o simili, ma possono anche discendere da soprannomi connessi con il numero quaranta. Famiglia presente a Favara dalla seconda metà del 1700 ai nostri giorni.

 

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