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Carmelo Antinoro © 2008
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Un famoso pittore fra i dipinti del Palazzo Mendola di Carmelo Antinoro
Ebbene si, fra i dipinti che adornano le sale del Palazzo Mendola (oggi Palazzo di Città) di Favara, c’è Giuseppe Falchetti, il famoso pittore di paesaggi e nature morte, nato a Caluso nel 1843, morto a Torino nel 1918. G. Falchetti fu allievo di G. Camino e maestro del figlio Alberto. Le sue opere sono conservate presso il Museo Civico di Torino e in molte collezioni pubbliche e private italiane ed estere. Ma perché Giuseppe Falchetti si trovava a Favara e, soprattutto, dove, perché e in quali termini ha lasciato una sua traccia nel palazzo che diede i natali al barone Antonio mendola? Per dare una risposta a questa domanda dobbiamo andare indietro nel tempo di oltre 120 anni, quando, intorno al 1886, il Ministero dell’Agricoltura ha mandato in Sicilia questo pittore per disegnare le principali uve della nostra isola, al fine di redigere un catalogo. Il barone Mendola accolse Falchetti in casa sua senza alcun obbligo e lo mantenne per circa tre mesi. In questo periodo il barone stava facendo decorare alcuni soffitti delle stanze del secondo piano dal pittore adornista favarese Vincenzo Indelicato, a dire dello stesso barone, bravo artista, ma pessimo uomo, birbante e ingrato, vile e timido come un coniglio e Dio lo tenne povero e pazzo. L’Indelicato aveva fatto i primi lavori artistici per conto del barone, dipingendo dapprima le volte della villa Piana e poi anche nel suo loculus popularis sapientiae (di cui non è rimasta traccia) e lo pagava lautamente. Fu in questa occasione che Giuseppe Falchetti strinse amicizia con Indelicato. Un bel giorno, mentre quest’ultimo decorava la volta dello scrittoio del barone, il Falchetti salì sul ponte e dipinse quattro medaglioni. Il barone credeva che lo facesse per carezzare l’amico, il collega in arte Indelicato (che trascinò con se a Torino) e invece il birbone, poco prima di partire per Torino, da buon tirchio piemontese, volle pagati quei disegni per 150 lire (circa 600 euro attuali). Per ragioni di dignità e decoro il barone Mendola pagò quanto chiesto, ma fece cacciare Falchetti dal Ministero (il barone era uno dei membri più accreditati della commissione antifillossera in seno al Ministero dell'Agricoltura e Industria). Il barone cercò di levare qualche cosa all’Indelicato, ma questo diventò un demonio e incaricò un avvocato per tradurre in giudizio il povero barone. Dopo il trentennale abbandono da parte del Comune di Favara i dipinti, soprattutto quelli del secondo ed ultimo piano, hanno subito gravi danni a causa dell’acqua meteorica. Dei quattro medaglioni di Falchetti, due sono andati perduti, un terzo è rimasto gravemente danneggiato, mentre il quarto (v. foto), fortunatamente, ha subito pochi danni. L’elegante medaglione, riportante scene di putti su campitura ovoidale, è inscritto in un cartiglio legato a motivi floreali, il cui candido colore bianco spicca grazie alle decise pennellate chiaroscurali che ne esaltano i motivi, facendoli sbalzare decisamente fuori dal fondo aureo.
Geneo Storia Favara |
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