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A Piana Traversa come sul ponte
Milvio di Carmelo Antinoro
Da diverso
tempo è consuetudine che due persone che si giurano amore eterno agganciano un
lucchetto in una catena nel lampione centrale di ponte Milvio, sul Tevere, o in
altri ponti, e gettare poi la chiave nel fiume, tale da rendere simbolicamente
infrangibile il loro amore.Come sul ponte Milvio, anche a Favara due persone
hanno legato il loro lucchetto, uno ciascuno, in una catena che chiude la porta
di una gentilizia al cimitero di Piana Traversa. Qualcuno potrebbe pensare
"perché si sono giurati amore eterno, quindi anche oltre la vita?";
niente affatto. Due persone hanno deciso di mettere un proprio lucchetto perché
si contendono una cappella gentilizia da molti anni abbandonata.Trattasi della
cappella della famiglia di Francesco Genco (di Paolo e Francesca Messina,
probabilmente da Mussomeli), sposato con Rosalia Di Benedetto; del figlio
Vincenzo Genco sposato con Andreana Calzarano nel 1938 e Maria Antonia Genco,
sposata con Calogero Montalbano (vedovo di Calogera Contino) nel 1908, entrambi
i figli, pare, senza discendenza.La mancata discendenza, oltre che dall'annoso
stato di abbandono e degrado sembrerebbe pure avvalorata dalla presenza di due
salme estranee alla famiglia Genco: quelle dell'arciprete Pirrera (1864-1953) e
del sac. Luigi Arnone (1892-1962).
Ai posteri
dunque l'ardua sentenza.
Nella foto della cappella Genco
allegata si noti la scossalina sul coronamento del
prospetto, realizzata, ahimè, con lapidi marmoree.
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