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Carmelo Antinoro © 2008

 

A Piana Traversa come sul ponte Milvio

di Carmelo Antinoro

 

Cappella Genco nel cimitero di Piana Traversa.Da diverso tempo è consuetudine che due persone che si giurano amore eterno agganciano un lucchetto in una catena nel lampione centrale di ponte Milvio, sul Tevere, o in altri ponti, e gettare poi la chiave nel fiume, tale da rendere simbolicamente infrangibile il loro amore.Come sul ponte Milvio, anche a Favara due persone hanno legato il loro lucchetto, uno ciascuno, in una catena che chiude la porta di una gentilizia al cimitero di Piana Traversa. Qualcuno potrebbe pensare "perché si sono giurati amore eterno, quindi anche oltre la vita?"; niente affatto. Due persone hanno deciso di mettere un proprio lucchetto perché si contendono una cappella gentilizia da molti anni abbandonata.Trattasi della cappella della famiglia di Francesco Genco (di Paolo e Francesca Messina, probabilmente da Mussomeli), sposato con Rosalia Di Benedetto; del figlio Vincenzo Genco sposato con Andreana Calzarano nel 1938 e Maria Antonia Genco, sposata con Calogero Montalbano (vedovo di Calogera Contino) nel 1908, entrambi i figli, pare, senza discendenza.La mancata discendenza, oltre che dall'annoso stato di abbandono e degrado sembrerebbe pure avvalorata dalla presenza di due salme estranee alla famiglia Genco: quelle dell'arciprete Pirrera (1864-1953) e del sac. Luigi Arnone (1892-1962).

Ai posteri dunque l'ardua sentenza.

 

Nella foto della cappella Genco allegata si noti la scossalina sul coronamento del prospetto, realizzata,  ahimè,  con lapidi marmoree.

 

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