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Carmelo Antinoro © 2008
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Reliquie sante al Purgatorio di Favara di Carmelo Antinoro
Ma a chi appartengono quelle reliquie?. Le reliquie appartengono a Santa Faustina martire (da non confondere con Santa Faustina Kowlaska, proclamata santa da Papa Giovanni Paolo II). Di una martire di nome Faustina, venerata in Roma, si conosce solamente un documento risalente a Sergio I (687-701), il cui corpo fu estratto dal cimitero di S. Callisto a Roma. Conosciamo l’esistenza di un Oratorio a Lei dedicato al XII miglio della Via Latina: S. Maria del Popolo, dove si conservano i resti che furono posti nell’altare in occasione dell’ampliamento della cappella che ospita il cardinale Alderano Cybo. Fu il cardinale vicario Gaspare Carpegna a donare, il 13 ottobre 1686, al cardinale Cybo il corpo della martire. La chiesa di S. Maria del Popolo deve il suo nome ad un’originaria cappella eretta da papa Pasquale II (1099-1118) per celebrare la liberazione del Santo Sepolcro a opera dei crociati nel 1099, a spese del popolo romano, anche se un’altra tradizione vuole sia in rapporto al sepolcro familiare dei Domizi, dove era sepolto Nerone, il cui fantasma infestava la zona, bonificata solo con la creazione della chiesa. Di papa Sergio I si possiede il catalogo di una donazione di vari beni immobili, dove si afferma che, fra gli altri doni, fu concesso un fondo, esistente presso l’oratorio di S. Faustina, posto circa al XII miglio della via Latina. Ciò indica che alla fine del sec. VII vi era nella località un culto per questa santa. Nel Martirologio Geronimiano, al 9 luglio, sono commemorate una vergine Faustina e compagne. Mancano, tuttavia, prove per affermare che si tratti della Faustina del XII miglio della via Latina. De Rossi e, più tardi, Grossi-Gondi opinano che la santa del catalogo di papa Sergio fosse una martire locale deposta nel piccolo cimitero di Grottaferrata posto al X miglio; il Delehaye però giudica l’ipotesi non sufficientemente provata. Reliquie di S. Faustina si trovano anche a Camerano, dove, nel sec. XVIII, a seguito del restauro, il Maratti vi trasferì le spoglie della santa e da qui il nuovo titolo assunto dalla chiesa, che dai Cameranesi è oggi conosciuta come chiesa di S. Faustina. Nell’urna è racchiusa una piccola lapide che porta inciso il nome di Faustina, anch'essa proveniente dalle catacombe romane. Nel 1798 il beneficiale della chiesa del Purgatorio di Favara sac. Pasquale Mulè ha fatto riporre le reliquie in un’urna di legno e vetro realizzata dal mastro falegname Stefano Montalbano. La cassa toracica della santa è stata ricoperta di cera e completata con testa e mani, anch’essi di cera, comprati a Girgenti, oltre ad un drappino di veste, il tutto come oggi possiamo ammirare all’interno della chiesa del Purgatorio di Favara, sulla finestra cieca sopra la porta d’ingresso (v. foto). Nell’iconografia agiografica Santa Faustina viene rappresentata con un giglio, come appare nell’opera di Antonio Fedi “I Santi Paolo e Faustina” del 1798.
Geneo Storia
Favara
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