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Simbologia
sacra e massonica nella madrice di Favara
di Carmelo Antinoro
Nel centro della volta del presbiterio di una delle
due navate secondarie della Madrice di Favara (quella a sud, dedicata a S.
Antonio da Padova) emerge all’intradosso, una figura in bassorilievo
raffigurante un triangolo equilatero, con al centro un occhio, all’interno di un
grumo di nuvole, dal cui centro si irradiano i raggi solari (v. foto).
Il triangolo è uno dei più profondi simboli massonici.
Come il cerchio, non ha inizio e nemmeno fine; è infinito ed universalmente
considerato il simbolo della divinità (nella religione cattolica la divina
Trinità), ma può rappresentare passato-presente-futuro, sapienza-bellezza-forza,
sale-zolfo-mercurio, nascita-vita-morte, luce-tenebre-tempo, etc. I tre angoli
rappresentano i tre regni della natura, impero del Creatore, e le tre fasi della
rivoluzione perpetua. L’occhio circondato da raggi d’oro che squarcia la nebbia
avvolgente la terra è quello di Dio. Sul piano fisico, rappresenta il sole da
cui prendono corpo Vita e Luce; sul piano astrale il Verbo, il Logos, il
principio creatore; sul piano spirituale il Grande Architetto dell’universo.
Un particolare, però, evidenzia che chi ha realizzato
l'opera non era certamente un massone. Un massone non avrebbe mai disegnato un
occhio destro o sinistro (come in questo caso), con chiaro riferimento al volto
umano. Nella simbologia massonica l'occhio è il sacro simbolo dell’assoluto,
l’emblema del principio costruttivo di tutti gli organismi e non può essere
assimilato all'occhio umano.
Geneo Storia
Favara
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