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Carmelo Antinoro © 2008
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FAVARA: EDICOLE, CROCI, EPIGRAFI, ETC. di Carmelo Antinoro
Il monumento ai Caduti
Il monumento ai caduti per la Patria situato ad
est di piazza
Sulle lapidi risultano incisi i
nomi di 273 gloriosi caduti (v. elenco in Personaggi).
La fondazione, la base interna
e la bordura esterna del monumento sono state eseguite dal mastro Raimondo Lentini e la ringhiera in ferro da Diego Galiano e figli.
La grande pietra che
emerge dalla base rappresenta la guerra aspra e pericolosa della montagna.
Adagiata su di questa un'aquila bronzea simboleggia l'eroismo e la vittoria.
Porta nel becco una foglia di quercia divelta dal fascio che stringe
fra gli artigli e che sembra voler deporre sui Caduti.
Dalla pietra si erge un
obelisco lapideo che porta lo stemma di Favara e la storica data della prima
Guerra Mondiale ed all'apice la radiosa Stella d'Italia in bronzo.
Piazza Cavour e monumento ai caduti visti
da est, da una vecchia foto.
LE CROCI DELLE MISSIONI DEI FRATI
Nel passato, nel corso di ogni missione di frati
in Favara, a perpetuo ricordo veniva impiantata una croce, sicché queste croci
hanno una storia e una tradizione. Dette croci venivano piantate sopra gran
piedistalli aperti davanti, e muniti di grata di ferro che si apriva e chiudeva
a formare una cappelletta, in cui veniva collocata la statuetta del Cristo o
della Madonna.
Le missioni del secolo XIX sec. duravano da 4 a 5
mesi. Si facevano molti esercizi spirituali in luoghi chiusi. Finivano con una
festa trionfale e con grande processione e scene di pubblicità da parte dei
peccatori penitenti.
Ogni missione lasciava effetti grandi, generali e
duraturi nel tempo.
Ogni
sera i devoti vi accendevano lampade. In alcune di queste croci, nel periodo di
Natale, venivano accomodate le cosiddette novene con la "sparacogna",
foglie di asparago selvatico, cosparse di fiocchetti di cotone bianco per la
neve, foglie di arancio e limone. La sera, di fronte queste croci addobbate si
celebrava la novena, con violini e altri strumenti di banda musicale o suonare
la pastorale, la litania della Madonna ed altre canzonette.
Alcune di queste croci (le più antiche in legno)
sono scomparse o sostituite con altre, in certi casi con cappellette o edicole
votive in muratura. Si citano:
- Croce
di ferro
(non più esistente)
con grande piedistallo o figurella sulla collina di S. Francesco, a tutela
dell’antico cimitero.
- Croce
di legno (non più esistente)
nel pianoro d'ingresso alla scalinata della
chiesa dell’Itria - realizzata intorno al 1836 a seguito di una missione in
Favara di tre padri gesuiti, a capo dei quali era p. Buonadonna. Verso il
1840-1841 vennero i Liguorini da Girgenti, il cui capo della missione fu p.
Dolcemascolo, accompagnato dai pp. Picone, Bizzarrone e Trupia; ma non posero
croce.
- Croce (non più esistente)
sul lato destro della strada rotabile che andava
da Girgenti a Favara, a monte, ad un chilometro circa fuori dal paese, chiamata
croce di S. Calogero - realizzata nel 1845 a seguito della venuta dei Liguorini
con il rettore p. Fiorentino. C’erano pure i pp. Dragotta, Trupia ed altri.
- Croce
di ferro
(al posto della croce oggi c'è un piedistallo con
sopra la statua di Cristo - v. foto 3)
con i simboli della passione di Cristo (il gallo, la spugna e la lancia, la
corona di spine), lungo la strada che da Favara conduceva a Canicattì, presso
l’antica e distrutta chiesetta di S. Rocco - realizzata nel 1859 a seguito della
venuta dei cappuccini con il rettore p. Michele, assieme a p. Lorenzo da Bivona
ed i pp. Giuseppe e Antonio. Questa croce, realizzata dal fabbro ferraio mastro
Salvatore Galiano, era chiamata croce della Giarritella, perché vicina alla
fonte Giarritella, dirimpetto il mulino a vapore del cav. Francesco Cafisi,
anch’esso distrutto ed i cui casamenti si locarono ad uso di abitazione.
- Croce
di legno
(non più esistente)
sul pianoro della collina di S. Francesco - posata
su un piedistallo realizzato appositamente nel febbraio 1901, in occasione della
prima missione del XX sec. in Favara. La missione è stata breve, senza esercizi
spirituali chiusi o di raccoglimento. I civili non ci sono andati. I tempi
cominciarono a mutare. La missione, retta dal p. Benedetto da Palazzolo, è stata
effimera, da non lasciare traccia nel morale del popolo (v. foto 1-2).
- Croce
di ferro su piedistallo o cappelletta realizzata con muratura in pietra da taglio nell’attuale piazza della Vittoria,
di fronte l’ex carcere mandamentale - realizzata nel marzo 1932 a seguito della
missione dei pp. Redentoristi (v. foto 4).
- Croce
di ferro su piedistallo - realizzata
nel marzo 1964 per la strada che conduce ad Agrigento (all’incrocio fra le vie
A. Moro e P. S. Mattarella) a seguito di una missione francescana
(v. foto 5).
1) Croce del
1901 fra convento e orfanotrofio
2) Croce del
1901 fra convento e orfanotrofio
3) Edicola S. Rocco
5) Croce in v. A. Moro
4) Croce
sopra edicola in piazza della Vittoria
LE EDICOLE VOTIVE
Edicola
in muratura Si trova ubicata al piano terra del palazzo di Gaspare Giudice, sul muro est della galleria che dava accesso alle carrozze, con ingresso da via Piave, fra i quartieri del Carmine e della Grotta.
Edicola in muratura di fattura molto povera, in via soldato Costanza, quartiere S. Calogero.
ALTRO
Epigrafe
in piazza Garibaldi (già piazza del Carmine)
apposta sulla casa d'abitazione ed in onore di
Ignazio Cascio da parte del Comune di Favara (seduta di Giunta Municipale del 13
aprile 1886), secondo cui "il defunto Cascio era stato il solo che, con le
sue ultime volontà
Monumento in memoria di Ugo Foscolo (mai realizzato o forse realizzato e distrutto - opera di cui, comunque, non si ha memoria) la cui realizzazione venne deliberata il 9 giugno 1887 dal Consiglio Comunale che all’unanimità approvò la delibera di Giunta del 21 marzo 1887 per la spesa di lire 100.
Geneo Storia Favara
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