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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

PERSONAGGI RELIGIOSI

di Carmelo Antinoro

      

Iacolino Filippo

 (vescovo)

 

 

Mons. Filippo Iacolino vescovo di TrapaniIacolino Filippo nacque il 7 giugno 1895 a Favara da Domenico e Giovanna Vullo. 

Tornato dalla dura prigionia sofferta in Germania, fu ordinato sacerdote e nominato assistente dell'oratorio Mons. Giudice e rettore della chiesa di S. Vito di Favara.

Nell'ottobre 1930 fu chiamato ad insegnare nel seminario vescovile di Agrigento e poi nominato, dapprima Maestro di spirito e dopo rettore dello stesso seminario dal 1935 al 1947.

Già canonico statutario della cattedrale e prelato domestico, nel 1947 succedette a mons. Sutera nella carica di vicario generale, ma solo per pochi mesi, infatti il 28 dicembre 1947 fu consacrato vescovo nella cattedrale di Agrigento ed assegnato alla Diocesi di Trapani.

Persona di grande umiltà, nascondeva le insegne episcopali sotto l'abito talare, preferendo apparire come un semplice sacerdote.

Stefano Pirrera, discepolo e compaesano del vescovo ricordava così il "rettore di ferro": "Vivere con la sola ambizione del compimento scrupoloso del proprio dovere, inculcando nei più giovani il senso di responsabilità e di sacrificio".

Con la sua profonda umiltà, unita alla fermezza, conquistò i cuori dei seminaristi e dei giovani del Circolo A. Manzoni di Favara, dei quali, con Salvatore Pirelli divenne un vero forgiatore di anime cristiane.

Mons. Iacolino e Pirelli, furono oggetto di persecuzione fascista perché avevano dato vita ad un rigoglioso movimento giovanile, di Azione Cattolica. Il tempestivo e autorevole intervento del vescovo di Agrigento mons. Bartolomeo La Gumina fece in modo che un iniquo provvedimento lanciato sulla sua persona non trovasse attuazione.

In seno al Circolo Manzoni, all'insegna dell'operosa Carità Cristiana, sorse la Conferenza di "S. Vincenzo". Mons. Iacolino e Gaetano Miccichè, cominciarono a visitare le famiglie più facoltose di Favara, chiedendo un'offerta mensile ed esse divennero i primi soci contribuenti. Ai loro contributi si aggiungevano le offerte ricavate dalle collette tra i confratelli. Sorse così la "S. Vincenzo" a Favara, confidando della Divina Provvidenza che non è mai venuta meno.

Mons. Iacolin offrì la propria vita per il bene del suo popolo, per tutte le anime a lui affidate, come padre e pastore.

Mons. Filippo Iacolino morì  compianto per il suo breve, ma eroico apostolato, nel sanatorio Buccheri La Ferla, a Palermo, il 21 luglio 1950 ed è sepolto nella cattedrale di Trapani.

 

Dai ricordi personali scritti da Gaetano Miccichè (di Stefano e Giuseppa Mendola) consegnatimi dalla gent.ma figlia signora Graziella spos. Fanara.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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