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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

PERSONAGGI RELIGIOSI

di Carmelo Antinoro

      

Re Bernardino - al sec. Salvatore

 (vescovo)

 

 

Vescovo Bernardino Re 1883-1963Lipari era senza vescovo da quando mons. Angelo Paino nel 1913 era partito per Messina, per allentare la tensione con i maggior esponenti locali, e non vi aveva fatto più ritorno. Nel frattempo mons. Paino era stato nominato arcivescovo di Messina e a Lipari era stato mandato il prelato di Santa Lucia del Mela mons. Salvatore Ballo Guercio nella qualità di Amministratore Apostolico. Passava il tempo e così il sindaco propose al Consiglio un voto perché Lipari riavesse il suo vescovo. Alla perorazione del sindaco si aggiunsero, in una lettera al Papa del 31 agosto 1925, quelle del capitolo della cattedrale. Per la verità la congregazione vaticana pensava di unire nella persona di un unico vescovo, le diocesi di Lipari e S. Lucia del Mela ed affidarle entrambe a Mons. Ballo, ma la risposta di questi e le antipatie che contava fra i preti di Lipari dovettero far cambiare idea a Roma.

Il 20 aprile del 1928 venne nominato il nuovo responsabile della diocesi nella figura del cappuccino fra Bernardino Re di Favara.

Mons. Bernardino (al secolo Salvatore ) Re nacque a Favara il 23 ottobre 1883 da Calogero Re e Carmela Lentini. Il padre era murifabro, titolare di una impresa edile ed ha costruito in Favara il carcere mandamentale di piazza della Vittoria tra il 1884 e 1885 ed il bevaio di Giarritella tra il 1885-1886.Vescovo Bernardino Re

Bernardino vestì l'abito cappuccino il 17 aprile del 1901 e cominciò il noviziato nel convento di Caccamo, in provincia di Palermo. Nel 1902 emise la professione semplice e iniziò gli studi filosofici a Palermo. Il 2 dicembre del 1905 emise la professione solenne dei tre voti di povertà, ubbidienza e castità. Il 25 maggio fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Palermo. Dal 1909 al 1912 fu a Roma dove studiò presso la Pontifica Università Gregoriana e si laureò in Filosofia. Subito, dall'ottobre 1912, insegnò filosofia allo studentato cappuccino di Palermo e l'anno seguente al seminario arcivescovile di Monreale. Nel 1916 venne chiamato alle armi e prestò il servizio nel Plotone di cura della compagnia di Sanità a Palermo. Militare rimase fino al congedo, nel 1919, quando riprese ad insegnare allo studentato cappuccino. Nel 1920 venne eletto ministro generale dei Cappuccini p. Giuseppe Antonio da S. Giovanni in Persiceto che il 14 luglio dello stesso anno chiamò a Roma p. Bernardino e lo nominò vice segretario generale per l'Italia Meridionale. In questo lavoro il frate di Favara conquistò la fiducia del suo superiore che lo volle come segretario nel viaggio in Uruguay, Stati di San Paolo e del Paranà in Brasile, nell'Argentina nella visita canonica alle case cappuccine dell'America meridionale. Il viaggio ebbe inizio il 7 dicembre 1923 e già il 20 dicembre la S. Sede nominava il ministro generale dei Cappuccini visitatore apostolico di 24 diocesi del Brasile, accrescendo d’importanza e d’impegno la missione che era appena iniziata. Un'altra nomina a visitatore apostolico delle case degli Scalabriniani del Brasile arrivò a metà di Agosto. La missione durò 17 mesi ed i due visitatori rientrarono a Roma il 24 aprile del 1925 ma prima passarono da San Giovanni Rotondo per fare una visita a p. Pio da Pietrelcina, cappuccino come loro, di cui cominciava a diffondersi la fama di santità. Il 15 luglio 1925 p. Bernardino venne eletto ministro provinciale dei Cappuccini di Palermo. E siccome a questa Provincia erano state affidate le missioni di Candia, p. Bernardino dal 9 giugno all'8 agosto del 1927 visitò le case di Corfù, Santa Maura, Cefalonia, Chio Naxos, Creta e Sira. Durante il triennio di ministro provinciale si occupò del santuario di santa Rosalia sul Monte Pellegrino a Palermo, della sistemazione degli studentati della provincia, dell'istituzione di un ambulatorio francescano a favore degli infermi poveri delle contrade dove operavano i cappuccini, dell'ottenimento del riconoscimento giuridico del collegio missionario di Palermo. Ora p. Bernardino salutava i cappuccini di Palermo e già pensava al suo nuovo impegno. Lo stesso Mons. Re raccontava che quando si incontrò per la prima volta col Papa Pio XI, prima dell'ordinazione sacerdotale, questi alludendo al suo cognome, giovialmente lo salutò in latino:”Abbiamo trasformato le isole Lipari in un regno” e mons. Re, di rimando, alludendo al confino politico disse: “Avete relegato un ministro provinciale in un isola”. Fra le prime iniziative del nuovo vescovo: la pubblicazione a partire dal gennaio 1929 di un periodico mensile chiamato “Bollettino diocesano”; l'organizzazione di un pellegrinaggio a Roma, la visita pastorale in tutte le parrocchie a cominciare da quella più lontana di Alicudi. L'1 dicembre del 1929 benedisse la posa della prima pietra per la ricostruzione della chiesa di San Pietro che era in rovina. Ma l'attenzione del nuovo vescovo era soprattutto rivolta alla formazione religiosa e morale della gente, a cominciare dai più giovani, e per questo promosse il catechismo, sollecitando l'organizzazione dell'azione cattolica ed organizzando pellegrinaggi. Il 9 marzo 1930 scrisse ai parroci perché in ogni parrocchia, in prossimità della Pasqua, si desse vita ad una scuola di catechismo e soprattutto si promuovesse l'azione cattolica sia maschile che femminile che nella diocesi mancava completamente. Quanto al pellegrinaggio, dal 22 maggio al 7 giugno si svolse a Lourdes, passando per Roma all'andata e da Marsiglia al ritorno e a Valdichiesa dal 20 al 23 giugno con intensi momenti spirituali. Ma questa forte volontà di rilanciare la presenza e l'attività della Chiesa nelle isole si scontrò con le carenze storiche del clero eoliano. Il vescovo lo sapeva e subito pensò di riaprire il seminario per il quale c'era il palazzo ma non c’erano i seminaristi. Vescovo Bernardino Re Nell'anno scolastico 1931-32 si inaugurarono le classi del ginnasio inferiore. Ma il progetto non andò in porto perché mancavano le vocazioni e costava troppo, così nel 1936 venne chiuso definitivamente. A coronare questi primi anni di intenso lavoro pastorale giunsero a compimento due opere avviati da lunga data: il completamento della gradinata di accesso alla Cattedrale e la realizzazione in oro e argento del “Vascelluzzo” che ricordava l'arrivo a Lipari di un carico di frumento nella carestia del 1672, contenente la reliquia del santo. Fin dai primi anni del secolo, era invalso l’uso di promuovere collette fra gli eoliani emigrati in America o in Australia a favore di iniziative, soprattutto a carattere religioso, da realizzarsi nelle Eolie. Questa pratica fu sviluppata in modo particolare da mons. Re. Una importante colletta fu quella promossa a New York, a metà del 1929, proprio a ridosso del famoso “giovedì nero” della borsa newyorkese che inaugurava il periodo della “grande depressione”. Obiettivo era quello di finanziare l’orfanotrofio delle suore francescane che venne inaugurato a Lipari nel giugno dell’anno precedente. Anche se i promotori - fra cui don Antonino Profilio fratello di madre Florenzia, la fondatrice dell’Istituto – incontrarono delle difficoltà non solo per la situazione economica che andava precipitando ma soprattutto perché un’altra colletta avvenuta qualche anno prima a favore dell’ospedale mandamentale di Lipari era rimasta senza riscontro da parte dei liparesi, vennero raccolti oltre 20 mila lire. Poco tempo dopo un'altra colletta venne promossa, soprattutto in Australia, fra gli emigranti eoliani per pagare il “Vascelluzzo”. Grazie all'interessamento del vescovo, il 22 agosto del 1934 il convento dei Cappuccini al camposanto tornava, con i mobili, gli arredi ed i libri dell'antica biblioteca, alla chiesa di Lipari; anche la chiesa di Sant'Antonio, a piazza Mazzini, ed una parte del convento per l'abitazione del rettore della chiesa sarebbe dovuta retrocedere. Ma per quanto riguarda i localiVescovo Bernardino Re della rettoria, la consegna non avvenne mai, perché non si trovò mai un accordo fra vescovi e municipio sui locali da cedere. Questa attenzione ai luoghi sacri si estese anche alle parrocchie ed alle residenze dei parroci che erano tutte in condizioni precarie e qualche volta addirittura inesistenti. Attraverso la “Commissione pontificia delle opere parrocchiali“ mons. Re, fra il 1933 e il 1940, riuscì a far ottenere ad ogni chiesa parrocchiale una decorosa canonica. Il nuovo vescovo, oltre a rilanciare la vita religiosa locale, instaurò rapporti di collaborazione con la classe dirigente che era quella del fascismo, anche se nello spirito di contribuire al benessere dell'arcipelago e della diocesi. Commossa fu la partecipazione del vescovo ai lutti ed alle difficoltà delle famiglie eoliane durante gli anni della seconda guerra mondiale come pure non mancò, tramite gli organi della S. Sede, di fornire notizie sui prigionieri liparesi e deportati politici. Gli anni “50 si aprono per mons. Re all'insegna delle visite agli emigranti eoliani in America ed in Australia con i quali era rimasto sempre in contatto e ai quali, come abbiamo visto, diverse volte aveva chiesto un contributo per opere religiose e caritative nelle Eolie. L'ultima sua opera fu la benedizione solenne della chiesetta di Vulcano che avvenne il 29 luglio del 1962. Il 28 dicembre dello stesso anno mons. Bernardino Re lasciava Lipari per recarsi all'ospedale Piemonte di Messina. Morì il 15 gennaio 1963 a Lipari, dove si trova sepolto nella cattedrale di S. Bartolomeo. Con la sua personalità e la sua cultura rimase una delle figure più significative del “900 eoliano.

 

Mons Re a Marina Corta con un gruppo di fedeli eMons. Antonino Profilio

Mons Re a Marina Corta con un gruppo di fedeli e, alla sua sinistra, Mons. Antonino Profilio

 

Tomba di mons. Bernardino Re nella cattedrale S. Bartolomeo di Lipari

(inviata da Michele Benfari)

 

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