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Carmelo Antinoro © 2008

 

 

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Ricostruzione grafica maiolica del castello di Favara

 

Dicembre 2010 - Pulizia e prima catalogazione di reperti archeologici ritrovati nel castello durante i lavori di recupero, nel periodo giugno/luglio 1998.

 

Il pozzo, scavato interamente nella viva roccia nella corte del castello chiaramontano di Favara, è stato senza dubbio la prima realizzazione dell’intera struttura. In origine assicurava agli abitatori del castello una riserva idrica continua. Col passare degli anni il bacino acquifero dovette subire un abbassamento ed il pozzo non garentì più la primitiva riserva, al punto da divenire inservibile.

Il pozzo, nel corso degli anni, è divenuto luogo di discarica, un vero e proprio butto, atto ad accogliere materiale di risulta di vario genere: pietre, ossa animali, tegole rotte, terra, cocci di vasellame, etc. I reperti raccolti nei mesi di giugno e luglio 1998, durante i lavori di recupero del maniero hanno interessato il pozzo fino ad una profondità di oltre 16,00 m. e sono stati collocati dentro apposite cassette di legno, opportunamente etichettate per individuarne la profondità di raccolta, il tutto riposto in una delle stanze del castello.

Da un primo esame i reperti potrebbero ascriversi ad un arco temporale che va dal sec. XVII al sec. XX.

Altro materiale similare è stato estratto dal silos esistente all'interno dell'antica cucina, poi carcere criminale (prima stanza ad ovest dell'andito d'ingresso), ma quello più antico è risalente alla prima metà del XX sec. Lo testimonia uno stemma in bassorilievo della casa reale dei Savoia su un frammento di un contenitore di vetro rinvenuto sul fondo del silos.

Dopo dodici anni SiciliAntica, in accordo col Comune di Favara e con la Soprintendenza di Agrigento, ha effettuato un primo lavoro di catalogazione dei reperti archeologici rinvenuti nel pozzo, fra questi: tegolame, frammenti di piatti, vasi e contenitori di varia tipologia, compreso un frammento di mattone in cotto spesso circa 4,00 cm (fig. 3).

Da un primo esame dei reperti estratti dal pozzo della corte è stato possibile dai frammenti di un mattone di fattura medievale (foto 8 e 9) ricostruirne virtualmente il decoro (foto 10) e da qui il disegno della pavimentazione del piano nobile (o parte di esso- foto 11)

 

Rilievo piano terra del castello di Favara

Legenda Piano terra Castello

A

Andito

B

Corte

C

Cucina

D

Scuderia o magazzino del Collaro

E

Stabulo magno o magazzino di Timilia

F-G-H

Stanza degli amigeri o magazzino dell'Orzo

a

Pozzo

b

Silo

c

Stipo murale

d

Latrina

e

Canna fumaria delle cucine

h

Condotta di scarico dell'acqua della cucina

 

Lavaggio dei reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

Lavaggio dei reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

Fase di lavaggio dei reperti ceramici

 

Reperti ceramici

Reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

1) profondità m. 0,00-3,80

 

Reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

2) profondità m. 5,30-5,85

 

Reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

3) profondità m. 6,35-7,30

Reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

4) profondità m. 9,70-12,40

Reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

5) profondità m. 12,40-14,20

 

Reperti ceramici ritrovati nel castello di Favara

6) profondità m. 14,20

 

 

Frammento di pavimento maiolicato ritrovato nel castello di Favara

 

Frammento di pavimento maiolicato ritrovato nel castello di Favara

7) Frammento di mattone maiolicato (parte decorata e retro)

 

Frammenti di pavimento maiolicato ritrovato nel castello di Favara

 

Frammenti di pavimento maiolicato ritrovato nel castello di Favara

8) Fammenti di mattoni di probabile epoca tardomedievale  (parte decorata e retro)

 

Frammento di mattone maiolicato medievale

 

Ricostruzione grafica della patina decorativa del mattone maiolicato medievale

9) Fammento di mattone dim. 14,8x14,8 cm

10) Ricostruzione grafica del decoro

 

Ricostruzione di un brano di pavimento

11) Ricostruzione di un brano del pavimento

 

 

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