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I- II sec. |
S.
LIBERTINO |
Protovescovo agrigentino, martire. |
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S. GREGORIO I |
Sarebbe vissuto dopo il 262. Il suo nome fu ricavato dalla
Legenda di S. Agrippina. La festa si celebrava il 22 giugno. |
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MACARIO |
Di età incerta. Ricordato in un sinassario costantinopolitano al
24 novembre. Potrebbe essere la traduzione del nome Felice, il
vescovo vissuto nel sec. VII. |
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S. POTAMIO |
(Circa il 570), nominato da Leonzio nella biografia di S.
Gregorio Agrigentino, perché lo battezzò e lo accolse tra i suoi
chierici. Festeggiato il 29 gennaio. |
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EUSANIO |
Storicamente sicuro, perché menzionato nelle lettere di S.
Gregorio Magno come deposto da Papa Pelagio (578-580) in
quanto usurpatore dei beni della Chiesa. |
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EUSANIO |
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TEODORO
o Teodosio |
Ricordato da Leonzio come immediato predecessore di Gregorio,
dovette morire prima dell’anno 590. |
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591-630 |
S. GREGORIO II |
Ne
parla S. Gregorio Magno nelle sue lettere. Autore di un
Commento all’Ecclesiaste in lingua greca. Ne ha scritto la
vita Leonzio, egumeno di S. Saba in Roma, vissuto un
cinquantennio dopo la sua morte. Calunniato dai suoi nemici e
sottoposto a giudizio dal Papa, fu riconosciuto innocente.
Ritornato in sede, trasformò in chiesa cristiana il tempio della
Concordia, edificò la nuova cattedrale nell’area oggi occupata
da villa Atena. Anche i greci lo
onorano come santo e di lui se ne ammira l’immagine in mosaico in alcune
chiese dell’Oriente. La sua festa cade il 23 novembre. |
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FELICE |
(649) Ricordato negli atti del Concilio Lateranense, celebrato
da Papa S. Martino I. |
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GIORGIO |
Menzionato negli atti del Sinodo del Laterano, tenutosi ai tempi
del Papa Agatone, e in quelli del Concilio Costantinopolitano
III (680-681). |
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ESILIRATO |
Il Lancia di Brolo lo ritiene successore di S. Gregorio. |
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LIBERIO |
Il Pirri, riferendosi a Tabulae agrigentinae, lo ritiene
vescovo nel VII secolo.
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S. ERMOGENE |
Considerato l’ultimo vescovo di Agrigento prima della
dominazione araba. Onorato come martire il 24 novembre.
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S. ERMOGENE |
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1088-1100 |
S. GERLANDO |
Nacque a Besançon,
nel terzo o quarto decennio del sec. XI; studiò e insegnò nelle
scuole capitolari di S. Paolo della stessa città. Compose varie
opere sulle discipline del trivio e del quatrivio. Divenne
famoso con il Computus, per cui fu detto: Computista. Con
la sua Dialettica contribuì alla formazione della prima
scolastica.
Fu chiamato in Sicilia dal conquistatore Ruggero che lo destinò
alla sede agrigentina da lui ricostituita. Ruggero nel 1093
assegnò i confini della diocesi e diede a lui e ai suoi
successori il casale Cattà (probabilmente presso Raffadali) con
cento villani. Consacrato vescovo da Urbano II, con la predicazione e le opere di
carità rievangelizzò le nostre terre. Costruì la cattedrale e la
casa episcopale e, per dodici anni, con zelo instancabile
convertì musulmani e giudei. Morì
il 25 febbraio 1100 e fu canonizzato nel 1159.
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1100-1104 |
DROGONE |
S. Gerlando, tornando da Roma e fermatosi a Bagnara Calabra,
profetizzò a Drogone, priore del monastero, che gli sarebbe
succeduto sulla cattedra agrigentina. Nel Libellus si parla
della sua vita lodevole: “quia semper in justitia placuit
Domino”. |
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1104-1105 |
ALBERTO |
Sepolto fuori del recinto sacro del cimitero.
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1105 –1128 |
GUARINO |
Del suo episcopato si conoscono un atto in cui si menziona la
costruzione della chiesa di S. Margherita e la partecipazione
alla consacrazione della chiesa della Martorana e di S. Caterina
a Palermo (1113). |
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1128-1142 |
GUALTIERO |
Di origine francese, partecipò alla incoronazione di Ruggero II
(1129) e alla consacrazione della cappella Palatina di Palermo
(1140). |
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1154-1171 |
GENTILE |
Toscano, già cancelliere del re Geiza di Ungheria e suo
ambasciatore alla corte normanna di Palermo, anche da vescovo si
interessò molto delle faccende politiche e per questo sperimentò
il carcere. Compì la traslazione-canonizzazione di San Gerlando
nel 1159. |
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1171-1191 |
BARTOLOMEO |
Prima vescovo di
Agrigento e poi di Palermo, Tornò ad Agrigento, ritirandosi come
monaco benedettino nel convento di S. Gregorio, dove morì nel
1201.
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1191-1239 |
URSO |
Il suo episcopato di 48 anni fu il più lungo nella sede agrigentina. Fu anche un episcopato turbinoso: per ben tre volte fu
privato dei beni della Chiesa ed espulso. Per 14 mesi fu
prigioniero dei Saraceni, ma venne riscattato con 5.000 tarì d’oro.
Raccolse le salme dei Vescovi nella chiesa di S. Lucia, oggi
distrutta. |
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1240-1264 |
RAYNALDO D'ACQUAVIVA |
Restaurò la cattedrale e l’episcopio e riordinò le rendite della
Chiesa. Per opera sua, o almeno sotto la sua ispirazione fu
composto il Libellus de successione pontificum Agrigenti.
Il 10 agosto 1258 coronò re Manfredi e per questo fu scomunicato
da Papa Alessandro IV.
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1264-1271 |
GOFFREDO |
Appartenne all'Ordine francescano. Nel 1267 fu accanto al Legato
papale Rodolfo de Albano per la consacrazione dell'antica
matrice di Naro edificata da Enrico Chiaramonte. |
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1271-1272 |
GUGLIELMO DE MORINA |
Dal 1270 era stato vicario del vescovo Goffredo. |
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1272-1276 |
GUIDO |
Il 20 gennaio 1274 tolse ai monaci Gualtiero, Pietro, Giovanni e
Goffredo la chiesa di Rifesi, perchè non vi risiedevano
stabilmente ed erano attivamente in contrasto con lui.
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1278 - … |
GUALTIERO |
È ricordato dalle Rationes decimarum come “substitus
episcopi”. Alcuni storici lo ritengono successore di Guido,
altri invece lo ignorano. |
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1280-1286 |
GOBERTO |
Già decano del capitolo agrigentino. Nel 1286 fu trasferito alla
diocesi di Capaccio. |
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1287-1294 |
LAMBERTO |
Agostiniano. Forse soltanto amministratore. Secondo il Pirri fu
vescovo dal 1287 al 1294). |
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1298-1302 |
ROBERTO |
Forse
è stato soltanto amministratore della nostra Chiesa. |
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1304-1326 |
BERTOLDO
DE LABRO |
Canonico di Chartres e cappellano di Benedetto XI, fu consacrato
da Bonifacio VIII. Difese i diritti della sua Chiesa e fu
consigliere apprezzato di re Federico di Sicilia. Nel 1306
consacrò l’altare della cattedrale, in cui incluse anche le
reliquie di S. Gerlando. |
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1326 |
GIACOMO
MUSCA |
Venne eletto dopo la morte di Bertoldo, ma morì poco dopo. |
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1326-1327 |
B. MATTEO ORSINI |
Domenicano e
cardinale del titolo dei SS.Giovanni e Paolo al Celio. Per i
suoi impegni alla corte pontificia di Avignone non venne in
sede. È venerato come beato nel suo ordine.
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1328-1348 |
FILIPPO
HAMBALDI |
Appartenne all'Ordine dei Domenicani. Ottenne dalla corte regali
parecchi benefici per la sua Chiesa. |
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1350-1362 |
OTTAVIANO DE LABRO |
Con decreto del 1354, distinse i canonici del capitolo della
cattedrale in suddiaconi, diaconi e presbiteri. Durante le lotte
dei Chiaramonte, di cui era devotissimo (Pirri), fu costretto
a stare lontano dalla sede e dimorò in Sciacca. Nel 1362 fu
nominato arcivescovo di Palermo. |
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1362-1392 |
MATTEO
DE FUGARDO |
Benemerito per la ricostruzione della cattedrale che trovò in
parte crollata. Intervenne al sinodo provinciale indetto a
Palermo dall’arcivescovo Bonito.
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1392-1395 |
GILFORTE
RICCOBONO |
Non poté prendere possesso, perché vi si era insediato Pietro
Curns o de Curtibus, eletto dall'antipapa Clemente VII. Nel 1395
il Papa Benedetto IX lo trasferì a Palermo. |
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1395-1398 |
NICOLÒ |
Benedettino, non prese possesso della sede. Nel 1398 fu
trasferito ad Orvieto. |
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1398-1400 |
NICOLÒ
DE BURELLIS |
Era canonico palermitano e uditore apostolico.
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1400 |
GIOVANNI
CARDELLA |
Canonico palermitano, eletto dal Papa, non poté prendere
possesso perché la sede era occupata illegittimamente.
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1401-1412? |
GIOVANNI DE PINU |
Di origine catalana. Dopo una lunga vicenda, fu confermato dal
Papa Bonifacio IX. |
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1414-1421 |
FILIPPO
DE FERRARIO |
Carmelitano, nativo di Caltanissetta. Nominato vescovo di Patti
dall'antipapa Benedetto XIII e nel 1414 trasferito in Agrigento,
riconosciuto vescovo legittimo dal Papa Martino V. Pare che sia
stato ordinato cardinale. |
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1422-1441 |
LORENZO DI MESASSAL |
Cistercense di Poblet. Compì personalmente la visita pastorale.
Riottenne da Eugenio IV che la Chiesa agrigentina fosse
direttamente soggetta alla S. Sede. |
|
1442 |
BERNARDO
BOSCO |
Era canonico di Leida. Il re Alfonso non accettò la sua elezione
a vescovo di Agrigento, perché lesiva dei suoi diritti, perciò
fu costretto a rinunciare. |
|
1442-1445 |
B. MATTEO
DE GALLO E
GIMARRA
(O GIMENA) |
Nato in Agrigento nel 1376 0 1377, entrò nell'Ordine
Francescano. Dal 1418 fu collaboratore di S. Bernardino da Siena
in Spagna, in Italia e particolarmente in Sicilia, fondando
diversi conventi. Di lui ci rimangono parecchie prediche. Eletto
vescovo di Agrigento, venne consacrato a Sciacca il 30 giugno
1443. Calunniato e riconosciuto innocente da Roma, nel 1445
rinunziò all’episcopato. Morì in Palermo nel 1450. |
|
1445-1451 |
ANTONIO PONTICORONA |
Forse di origine agrigentina, domenicano, provinciale
dell’Ordine, vescovo di Cefalù dal 1422. Partecipò al concilio
di Costanza. Se ne ricordano la cultura e l’eloquenza.
|
|
1452-1471 |
DOMENICO
XARTH
|
Cistercense di Barcellona, venuto in diocesi compì la sacra
visita. Nel 1465 fu inviato dal Parlamento Siciliano al re per
trattare gli affari della Sicilia. Morì in Roma.
|
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1472-1479 |
GIOVANNI DE CARDELLIS |
Benedettino di Gerona, eletto da Sisto IV vescovo di Agrigento,
poi trasferito a Saragozza. |
|
1479-1506 |
GIOVANNI
DE CASTRO |
Spagnolo di Valenza e familiare del cardinale Rodrigo Borgia, fu
consacrato Vescovo di Agrigento da Sisto IV. Nel 1491
presiedette il Parlamento Siciliano. Nel 1496 venne creato
cardinale da Alessandro VI. |
|
1506-1537 |
GIULIANO
CYBO
|
Di origine genovese, fu consacrato da Giulio II, di cui era
parente. Restò per qualche tempo in diocesi e compì la visita
pastorale. Restaurò la cattedrale, ornandola del tetto ligneo in
cui fece rappresentare i Santi agrigentini, tra i quali S.
Libertino, di cui promosse il culto. Morì in Genova e fu sepolto
in cattedrale dove gli venne eretto un magnifico monumento che
si può ancora ammirare. |
|
1537-1544 |
PIETRO
TAGLIAVIA ARAGONA |
Fondò l'ospedale sotto il titolo di S.Maria Maddalena.
Trasferito a Palermo, fu poi cardinale. |
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1544-1564 |
RODOLFO PIO
DE CARPO |
Caro a Leone X e Clemente VII; fu amico di S. Ignazio di Loyola
e introdusse la sua Compagnia in Sicilia. Fu Cardinale e Decano
del S. Collegio. |
|
1565-1569 |
LUIGI SUPPA
|
Domenicano catanese. A Trento fu teologo dell’arcivescovo di
Palermo, Cardinale Tagliavia. Nominato vescovo ad ottanta anni,
cominciò ad applicare i decreti del Concilio Tridentino.
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1571-1573 |
GIOVANNI
BATTISTA
DE HOGEDA
|
Trasferito ad Agrigento dalla diocesi di Trapani di cui era
Arcivescovo. Pare che abbia tenuto un sinodo. |
|
1574-1577 |
CESARE
MARULLO
|
Messinese, nel 1577 destinò a Seminario alcune case presso S.
Maria dei Greci. Restaurò la cattedrale e il palazzo vescovile. |
|
1577-1578 |
GIOVANNI
DE ROXAS |
Della diocesi di Cuenca, fu inquisitore di Sicilia. Nel 1578
firmava gli atti come inquisitore e vescovo eletto di Agrigento.
Morì a Palermo il 21 maggio 1578. |
|
1579-1584 |
ANTONIO LOMBARDO |
Nativo di Marsala, Vescovo di Mazara nel 1572, venne trasferito
ad Agrigento nel 1579. Compì la visita pastorale e nel 1584
venne trasferito a Messina. |
|
1585-1589 |
DIEGO
DE HAEDO
|
Spagnolo di Carranza, già inquisitore di Sicilia. Fondò insieme
al Capitolo il monastero della raccomandata. Nel 1589 celebrò il
sinodo diocesano. Nello stesso anno fu trasferito a Palermo.
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1589-1590 |
LUIGI
DE AMATO |
Di Collesano, ciantro della metropolitana di Palermo. Eletto
vescovo di Agrigento, morì nel 1590, prima della consacrazione.
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1591-1593 |
FRANCESCO
DEL POZZO
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Visitatore delle chiese di Sicilia e archimandrita di Messina,
nel 1591 fu nominato vescovo di Agrigento. Per riparare la
cattedrale e rifornirla degli arredi necessari, con il consenso
di Gregorio XIV fece erogare dalla mensa vescovile in perpetuo
150 onze (Maramma). Fu molto generoso con i poveri. Nel 1590
pubblicò Rime spirituali. |
|
1594-1606 |
GIOVANNI
HOROZCO DE COVARRUVIAS |
Nominato da Filippo II, fu consacrato vescovo da Clemente VIII.
Introdusse i Gesuiti in Agrigento. Impiantò in città la prima
tipografia; protesse letterati e artisti. Restaurò la
cattedrale. Nel 1606 fu trasferito a Cadice dove morì nel 1610.
|
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1607-1622 |
VINCENZO BONINCONTRO |
Teologo del cardinale Borghese, poi Paolo V. Favorì lo sviluppo del
Seminario, già aperto il 21-2-1607, a cui diede la nuova sede,
quella attuale. Celebrò il Sinodo e costruì il monastero S.
Vincenzo per le domenicane. Curò l’insegnamento della dottrina
cristiana in diocesi, di cui compì la visita. |
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1623-1624 |
OTTAVIO
RODOLFO |
Fiorentino, vescovo di Ariano dal 1612. Creato cardinale da
Gregorio XV. Morì in Agrigento, sembra di peste, e fu seppellito
in cattedrale dove il fratello Nicolò, Generale dei Domenicani,
gli eresse un monumento. |
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1627-1651 |
FRANCESCO
TRAINA |
Si interessò particolarmente delle condizioni di vita della
città, rovinata dalla peste e dalla carestia. Moltiplicò le
opere di beneficenza. Favorì lo sviluppo del Seminario nella
cultura e nella pietà. Fece costruire l'urna di S. Gerlando.
Tenne il Sinodo diocesano nel 1630. Soffrì molto per le
turbolente vicende del suo episcopato. |
|
1653-1657 |
FERDINANDO
SANCHEZ
DE CUELLAR |
Uomo di grande virtù, dedito alla preghiera, alla penitenza e
alle opere di bene. Nel 1655 celebrò il Sinodo. Morì in fama di
santità il 4 gennaio 1657. Gli si attribuirono diversi miracoli.
|
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1658-1664 |
FRANCESCO
GISULFO |
Arricchì la Cattedrale di molti oggetti d’oro e d’argento, tra
cui il prezioso tabernacolo di argento, e due organi. Ornò il
coro di stucchi.Comprò per ill popolo la gabella della farina. |
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1666-1668 |
IGNAZIO
D'AMICO |
Catanese, dal 1662 vescovo di Patti. Uomo di eroica carità, egli
stesso calava ai poveri dai balconi del vescovado biancheria e
suppellettili. |
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1671-1672 |
GIOVANNI
EVERARDO
NIDHARD |
Gesuita, nato in Germania a Muhlviertel. Appena eletto vescovo
di Agrigento, subito fu fatto arcivescovo di Edessa e nel 1672
cardinale in pectore di Clemente X. Morì nel 1674.
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1672-1674 |
FRANCESCO
GIUSEPPE
CRESPOS
DE ESCOBAR |
Spagnolo, inquisitore di Sicilia. Nel 1672 eletto vescovo di
Agrigento. Morì nel 1674. |
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1676-1696 |
FRANCESCO
MARIA RINI |
Palermitano dei Riformati di S. Francesco. Nel 1670 fu eletto
ministro generale dell’Ordine. Nel 1674 fu eletto vescovo di
Siracusa. Traslato in Agrigento nel 1676, restaurò la cattedrale
e celebrò il Sinodo diocesano. |
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1697-1715 |
FRANCESCO
RAMIREZ |
Uomo singolare per intelligenza, cultura e capacità di governo.
Nel 1702 presiedette il Parlamento Siciliano. Celebrò il Sinodo
diocesano (1703) e fondò il Collegio dei Ss. Agostino e Tommaso,
annesso al Seminario (1712). Continuò e completò i restauri
della cattedrale. |
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1723-1729 |
ANSELMO
LA PEGNA |
Ultimo nostro vescovo di origine spagnola. Benedettino, nel 1715
fu vescovo di Crotone. Venne traslato in Agrigento nel 1723.
Fece tradurre in siciliano e stampare il Catechismo di S.
Roberto Bellarmino. Aiutò molto i poveri. |
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1730-1754 |
LORENZO GIOENI
E CORDONA |
Fu uno di quei vescovi a cui per più ragioni compete il diritto
dell’immortalità” (R. Gaglio). Riformò gli studi del Seminario,
curò la disciplina del clero, costruì l'istituto che, ancora
oggi, porta il suo nome. Pose sotto le regole del Corradini i
collegi di Maria che diffuse in tutta la diocesi. Si occupò
anche della costruzione del porto di Porto Empedocle. |
|
1755-1768 |
ANDREA
LUCCHESI PALLI |
Anche la figura di questo vescovo è tra le più luminose della
storia agrigentina. Costruì dalle fondamenta il palazzo
vescovile e la biblioteca, da lui detta “Lucchesiana”, che volle
donare al pubblico. Il popolo gli si affezionò talmente che una
sera, al suo rientro in città, lo accompagnò “con fiaccole
accese in mano, in segno di tripudio, conducendosi così in mezzo
agli evviva sino al suo albergo. |
|
1769-1775 |
ANTONIO
LANZA |
Nativo di Mussomeli, consacrato a Roma nel novembre 1769, giunse
ad Agrigento il 29 aprile 1770. Aiutò i poveri in vario modo,
anche pagando i loro pegni, al Monte dei Pegni. Fu generoso
anche con la città che aiutò a risanare il bilancio dissestato.
Accoglieva con uguale dignità i cittadini dei diversi ceti.
Protesse i Liguorini che lo assistettero in morte. |
|
1776-1786 |
ANTONIO
COLONNA BRANCIFORTI |
Nunzio pontificio a Venezia e a Parigi, nel 1766 fu creato
cardinale. Dopo l'elezione a vescovo di Agrigento, venne in sede
e vi dimorò fino alla morte. È sepolto in Cattedrale.
|
|
1788-1792 |
ANTONIO
CAVALERI |
Agrigentino, compì gli studi nel nostro Seminario e nel
Collegio dei SS. Agostino e Tommaso. Prima di essere eletto
alla Chiesa di Agrigento, fu vicario dell'arcivescovo di Palermo
e vescovo titolare di Eraclea. Per la brevità del suo episcopato
non riuscì a realizzare il suo progetto di distribuire ai poveri, dietro pagamento di un censo, le terre della Mensa Vescovile
e piantare un orto botanico per le medicine da regalare ai
bisognosi. |
|
1795-1817 |
SAVERIO
GRANATA |
Uomo assai dotto, favorì gli studi e la cultura nel Seminario e
nella città. Stabilì nella diocesi una specie di gara
catechistica con ricchi premi. Lasciò il suo patrimonio per
l'Opera della dottrina cristiana e per l'educazione delle
giovani povere, erigendo l'istituto intitolato al suo nome.
|
|
1818-1820 |
BALDASSARE
LEONE |
Palermitano, canonico e ciantro della cappella Palatina. Morì a
Caltanissetta il 22 luglio 1820, durante la visita pastorale. |
|
1823-1835 |
PIETRO MARIA D'AGOSTINO |
Nato a Sciacca nel 1756, fu benedettino nel monastero di S.
Nicola a Catania. Da Leone XII, nel 1823, fu nominato vescovo di
Agrigento, dove riaprì il Seminario. Restaurò la cattedrale e
fondò presso i Padri Liguorini, una casa di esercizi per il
clero. |
|
1837-1839 |
IGNAZIO MONTEMAGNO |
Nativo di Caltagirone (1768), era frate conventuale. Nella sua
bolla di nomina a vescovo di Agrigento, Gregorio XVI pose la
condizione che la diocesi sarebbe stata smembrata per erigere
quella di Caltanissetta. Morì in S. Maria del Bosco, durante la
sacra visita. |
|
1844-1860 |
DOMENICO M.
LO JACONO |
Già generale dei Teatini e famoso predicatore, venne consacrato
vescovo di Agrigento il 30 giugno 1844. Riorganizzò la diocesi
che durante la sede vacante che, nel 1844, era stata smembrata.
Compì due volte la visita pastorale. Si interessò per portare ad
Agrigento l’acqua di Rakalmari. Fu largo di aiuti ai poveri.
|
|
1872-1885 |
DOMENICO
TURANO |
Fu un apostolo infaticabile tra la gioventù, i chierici, i
sacerdoti e la nobiltà di Palermo. Fu direttore spirituale del
B. Giacomo Cusmano, la cui opera “Il Boccone del Povero” si
diffuse poi molto nella diocesi agrigentina. Venne in Agrigento
dopo 12 anni dalla morte dell'ultimo vescovo. Uomo di profonda
spiritualità, cercò con ogni mezzo di restaurare la disciplina
ecclesiastica e la vita spirituale della diocesi. Compì la
visita pastorale e si dedicò particolarmente alla santificazione
del clero.
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|
1885-1898 |
GAETANO
BLANDINI |
Continuò e portò al successo il rinnovamento iniziato dal
Turano. Costruì il seminario di Favara per assicurare ai
seminaristi un luogo di serena villeggiatura. Organizzò le forze
cattoliche nell'Opera dei congressi e diffuse le casse rurali e
artigiane. |
|
1899-1931 |
BARTOLOMEO
M. LAGUMINA |
Arabista e numismatico insigne, da vescovo continuò l'opera
sociale del Blandini. Fu generoso con il seminario e la
cattedrale che riuscì a riportare, in gran parte, all’antica
purezza stilistica. |
|
1932-1963 |
GIOVANNI
BATTISTA
PERUZZO |
Giunse in Agrigento dopo una lunga esperienza di attività
missionaria. Si preoccupò principalmente del rinnovamento della
vita cristiana e perciò le missioni al popolo, i congressi
eucaristici e le varie cattoliche organizzazioni, specialmente
l’Azione Cattolica, in lui trovarono ispirazione, stimolo e
slancio apostolico. Moltiplicò le parrocchie e ne costruì molte
nelle zone più disagiate. Arricchì la diocesi di nuove famiglie
religiose. Compì più volte la visita pastorale. |
|
1963-1980 |
GIUSEPPE
PETRALIA |
Nativo di Bisacquino (1906), fu uomo di profonda cultura teologica
e letteraria, fine e fecondo scrittore e poeta. Venne eletto
vescovo di Agrigento il 14 ottobre 1963 e consacrato nella
cattedrale di Palermo il successivo 3 novembre, festa di S.
Libertino, protovescovo agrigentino. Il suo episcopato si svolse
nel periodo glorioso del concilio Vaticano II e in quello
doloroso del post-concilio, mentre la diocesi veniva funestata da
calamità naturali, quali la frana di Agrigento del 1966 e il
terremoto del Belice del 1968. Promosse la catechesi e la
partecipazione ecclesiale attraverso i consigli pastorali. Fece
la visita pastorale e presiedette la prima sessione del sinodo
pastorale diocesano del 1979-81. Morì in Palermo il 7 luglio
2000. |
|
1980-1988 |
LUIGI
BOMMARITO
|
Nato in Terrasini il 1 giugno 1926, è stato eletto vescovo
titolare di Vannida e vescovo Ausiliare di Agrigento il 18 marzo
1976 e consacrato il successivo 1 giugno nel duomo di Monreale.
Nominato vescovo di Agrigento con bolla pontificia del 2 maggio
1980, è stato trasferito all’arcivescovato di Catania in data 1
giugno 1988. Si è adoperato per tradurre nella vita dei fedeli e
delle comunità ecclesiali le istanze teologiche e spirituali e i
decreti del concilio Vaticano II. Ha continuato e portato a
compimento il sinodo pastorale diocesano, facendone scaturire un
programma di azione apostolica a lunga scadenza per tutta la
diocesi. Ha favorito le vocazioni ecclesiastiche e riportato nel
seminario diocesano lo studio della teologia. |
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1988-2008 |
CARMELO FERRARO |
Nato a S. Croce Camerina il 12 settembre 1932, è stato ordinato
sacerdote a Siracusa il 3 luglio 1955. Sacerdote novello fu vicario
cooperatore della cattedrale di Siracusa. Successivamente, da Mons. Francesco Pennisi, fu inviato a Roma dove conseguì la
licenza in Teologia. Rientrato a Ragusa, venne consegnato alla
parrocchia di S. Giorgio, a Ragusa Ibla, dove esercitò il
ministero per cinque anni. Insegnò Filosofia e Teologia nel
Seminario Vescovile di Ragusa dal 1957 al 1962. Nel periodo "ragusano", Mons. Pennisi gli affidò l'incarico di direttore diocesano
dell'Opera Vocazioni Ecclesiastiche. Fu anche membro della
Commissione Catechistica Diocesana. Nel 1962 venne eletto
arciprete della madrice di Vittoria (RG) dove rimase per
sedici anni. Fu anche membro della Commissione
Catechistica Diocesana. |
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2008 |
FRANCESCO
MONTENEGRO |
Nato a Messina il 22 maggio 1946. Ha compiuto gli studi
ginnasiali, liceali e quelli filosofici e teologici nel
Seminario Arcivescovile "S. Pio X" di Messina. Ha ricevuto
l’ordinazione presbiterale l’8 agosto 1969 con incardinazione
nell’arcidiocesi di Messina. Ha frequentato i corsi di teologia
pastorale presso l’Ignatianum di
Messina; dal 1969 al 1971 ha esercitato il ministero sacerdotale
in una zona periferica della città; dal 1971 al 1978 è stato
segretario particolare, successivamente, degli Arcivescovi Mons.
Francesco Fasola e Mons. Ignazio Cannavò. È stato
negli anni 1978-1987 parroco della parrocchia di S. Clemente in
Messina; dal 1988 è stato direttore della Caritas diocesana,
delegato regionale della Caritas e rappresentante regionale alla
Caritas nazionale. Ha pure ricoperto i seguenti incarichi:
insegnante di religione, assistente diocesano del Centro
Sportivo Italiano, direttore diocesano dell’Apostolato della
Preghiera, mansionario del Capitolo dell’Archimandritato,
rettore della chiesa-santuario di S. Rita e padre spirituale del
Seminario Minore. È stato membro del Consiglio Presbiterale. Dal
1997 al 2000 è stato pro-vicario generale dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e dal 1998
canonico del
Capitolo protometropolitano della Cattedrale di Messina. Eletto
alla Chiesa titolare di Aurusuliana e nominato ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela il 18 marzo 2000, ha
ricevuto la consacrazione episcopale il 29 aprile dello stesso
anno. È presidente della Commissione Episcopale della CEI per il
servizio della carità e la salute; presidente della Caritas
Italiana; presidente della Consulta Nazionale per la pastorale
della sanità; presidente della Consulta ecclesiale degli
organismi socio-assistenziali. |